La moda maschile... a colori

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Una nota divertente e piena di spirito accompagnò la sfilata d'agosto nel 1956 di Litrico. Da allora con la moda abbiamo sempre giocato

21/02/2018

Tra i tanti punti che la moda maschile e femminile non avevano in comune, negli anni 50, c'erano sicuramente l'originalità, la fantasia, l'audacia e un pizzico di esagerazione. La moda maschile non perdonava troppe novità, troppi vezzi estrosi. Ma questo sembrava non importare a quello che la stampa definì "il sarto che veste con equità", passando dai belli/bellissimi come Gassman e Rossano Brazzi, al riuscire a dare risalto anche alle forme più difficili degli uomini in carne, come l'ex re Faruk.
 
A Napoli nel 1956, Angelo Litrico presentò la sua collezione da sera per uomo: smoking di seta leggermente operata sulle gradazioni del violaceo scurissimo o di shantung a grandi quadri nero, verde, viola scuri, da poter portare sui pantaloni neri. Tanto seducente, questo tessuto e quei colori, che Silvana Pampanini ne prese l'idea per un tailleur da donna. Un repentino e importante cambio di rotta per la storia!
 
Insieme al colore negli smoking, un Litrico incurante degli schemi diede il via libera ai gilet di seta coordinati in fantasie sul grigio chiaro e il rosso scurissimo da portare coi completi grigi o neri, col loro delicato richiamo all'Ottocento. 
 
"Per muovere la morte e quiete della couture maschile ci vogliono sarti giovani e coraggiosi, oltre che naturalmente indiscutibili dal punto di vista tecnico", così scrissero il 16 Marzo del 1957 della nuova ventata ottimismo e creatività che era piombata sul monotono abbigliamento maschile.
 
Fu questo uno dei motori che aiutò a portare la moda maschile alla ribalta, e che diedero il la a quella che conosciamo oggi: i sarti giovani e meno conosciuti, che non vedevano altro che l'arte davanti a loro. Per Angelo Litrico in particolare, dopo essersi preso tutti i rischi possibili durante le esposizioni di moda maschile di Roma, Saint-Moritz, San Remo, Napoli, Caserta, a cavallo tra il 56 e il 57, i modelli presentati non erano altro che frutto della psicologia.
 
Il taglio, il tessuto, il colore, erano stati studiati sul fisico e sulla personalità dell'uomo al quale egli aveva destinato il suo modello, ed erano esattamente la cosa che più gli calzava. Conclude scherzando (ma non troppo): "Esiste sì, una moda maschile, purché il cliente si fidi del gusto e del consiglio del suo sarto e si dimostri nei riguardi di questo docile e remissivo, e gli lasci scegliere la fattura del vestito secondo quell'istinto creativo".
 
Insomma, la moda, maschile o femminile, come ogni forma d'arte, sembra iniziare come le opere migliori di Michelangelo: un blocco di marmo che suggerisce all'artista dove rivolgere lo scalpello. O, in questo caso, ago e filo!
 
Per la scrittura di questo articolo abbiamo utilizzato fonti dell'achivio storico della Maison Litrico: 
La moda maschile comincia a evolversi: www.litricomoda.com/photo?ID_DOC=787
Un po' di moda maschile, 1956: www.litricomoda.com/photo?ID_DOC=811
 
 
 
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